Ospedale Ferdinando Veneziale
L'Ospedale Ferdinando Veneziale di Isernia offre una gamma di servizi sanitari essenziali per la comunità locale. La struttura si propone di garantire assistenza medica di base e specialistica, con particolare attenzione alla gestione delle emergenze. L'organizzazione interna necessita di un miglioramento per ottimizzare i percorsi dei pazienti e garantire un'esperienza più fluida e accogliente. L'ubicazione strategica facilita l'accesso ai servizi per la popolazione del comprensorio.
Nonostante l'impegno del personale medico, si riscontra un'urgenza di revisione dei processi amministrativi e della gestione del triage. Un focus sulla formazione continua e sull'ottimizzazione dell'organizzazione potrebbe significativamente migliorare la percezione del servizio offerto. L'aggiornamento delle infrastrutture e l'attenzione alla comunicazione con i pazienti sono aspetti cruciali per il futuro.
Caratteristiche e servizi di Ospedale Ferdinando Veneziale
Accessibilità
- Bagno accessibile in sedia a rotelle
- Ingresso accessibile in sedia a rotelle
- Parcheggio accessibile in sedia a rotelle
Servizi
- Toilette
Pagamenti
- Carte di credito
- Carte di debito
- PagamentI mobile NFC
Ospedale Ferdinando Veneziale è in posizione 45 su 51 di centri revisione a Isernia
Recensioni dei clienti
Ospedale Ferdinando Veneziale ha una valutazione di 3.2 su 5 basato su oltre 67 recensioni su Google
Non è una lamentela. È un grido di aiuto. È un posto in cui nulla ha un senso e governa l'incuranza. Su ogni cosa. A partire dalla porta di ingresso: si apre automaticamente con il vento, come se entrassero fantasmi. Ovviamente cambiare un sensore è troppo. C'è uno scoordinamento generale: non è che sia incompetenza (perché i dottori sono anche competenti, TUTTO SOMMATO), c'è semplicemente una disorganizzazione degna di un film dell'orrore. Uno di quei film dell'orrore in cui il fastidio è la principale emozioni da indurre nell'osservatore. È uno di quei posti in cui finire solo se si ha una morte imminente davanti. Forse. Piaga dei servizi pubblici italiani. È come pagare per una Ferrari ed ottenere un catorcio del 1946 in forma di relitto. Da rifare. Da zero. Sconsigliatissimo.
Arrivato per un sanguinamento, dovuto alla tonsillectomia, alle 3 di notte nessuno mi ha aiutato, ne chiamato l’otorino, dicono di andare a Campobasso ma con la mia macchina, una persona che ha perso già un litro di sangue loro consigliano di guidare verso Campobasso, dicendo che l’ambulanza mi avrebbe riportato a Isernia, arrivo a Campobasso vomito un litro e mezzo di sangue dallo stomaco, il medico mi opera d’urgenza, salvandomi la vita( ero già praticamente svenuto sono già caduto indietro da seduto mi hanno tenuto gli infermieri). Da denuncia.
Pronto soccorso gestito da persone prive di educazione e umanità . Al triage infermiere maleducate che urlano ai pazienti anziani di stare zitti se chiedono aiuto per andare al bagno . Che, contro l infermiera dell ambulanza , dicono ai pazienti : ce li porta tutti qui questi … Stanno con le mani in mano a chiacchierare senza assolvere ai loro compiti .
Esperienza deludente all’Ospedale Veneziale di Isernia. Mia moglie ha partorito qui e nostro figlio è stato ricoverato. ( reparto ginecologia e pediatria) In entrambi i casi, il trattamento è stato freddo, disorganizzato e disumanizzante. Il padre è escluso nei momenti più critici, le infermiere agiscono senza empatia e alcune decisioni mediche vengono prese senza consultare i genitori. Più attenzione ai regolamenti fatti da persone che non hanno un buon senso che alla salute delle persone. Serve urgentemente un cambiamento. Medici italiani e infermiere con in sindrome di burnout. Sembra che le addette alle pulizie abbiano più autorità del personale sanitario
Mio padre è stato ricoverato in questo ospedale dopo un'operazione riuscita fatta al hospital research. I primi 3 giorni stava bene, ma stranamente aveva di nuovo attaccato l'ossigeno. Il quarto giorno Ha cominciato a telefonare chiedendo di uscire, che li lo avrebbero fatto morire. Abbiamo chiesto più volte di dimetterlo, ma ci è stato negato, mentre mio padre veniva sedato con la scusa di attacchi psicotici, senza medicine per il cuore, senza mangiare, senza bere e senza nemmeno il controllo della glicemia. Nel post dialisi in cui ci veniva detto che poteva essere dimesso, venivamo accompagnati un attimo fuori dalla stanza e ce lo ritrovavamo sedato. Mio padre muore dopo 6 giorni trattato come un animale da infermiere e dottori propensi a non fare informazioni sui pazienti e a scappare alle domande. Il giorno precedente alla sua morte, è stato sedato alle 3 di notte, il giorno dopo, stranamente è morto allo stesso orario, per mano degli stessi che erano di turno il giorno in cui ha avuto "gli attacchi psicotici". Mi è stato raccontato che in quella settimana non è stato l'unico paziente nel reparto ad essere sedato e legato al letto, probabilmente tra dottori assenteisti e infermiere che giocano sui social, Caso molto strano: alla richiesta della cartella clinica, mancano esattamente le ultime 6 pagine di ricovero. Come il fatto, che mi è stato detto che gli è stato somministrato il diazepam per calmarlo, ma nella stessa cartella clinica, non c'è traccia di nessuna informazione del genere. Un ospedale allo sbando, dove la.maggior parte dei medici li dentro stanno li a riscaldare il posto o a prendere i soldi per la reperibilità e le urgenze. Se vi capitano situazioni simili, Denunciateli. Queste persone dovrebbero essere radiate e fare un lavoro dove non si gioca con la vita e la dignità delle persone.
L’assistenza ricevuta è stata approssimativa: tempi di attesa lunghi, poca chiarezza nelle spiegazioni e mancanza di attenzione nei momenti di difficoltà. Ci aspettavamo maggiore professionalità e sensibilità in una situazione così delicata. Vedo che tutte le recensioni passate sono simili.
Se avete la possibilità di andare altrove, non pensateci due volte. Personale omertoso, bugiardo e con la passione per i sedativi. Attenti "all'aria dell'ospedale" che può causare attacchi psicotici. Mio padre è stato ricoverato nel reparto U.T.I.C dopo essere stato operato a Campobasso, i valori degli enzimi si stavano abbassando, nei giorni successivi all'operazione parlava tranquillamente ed era sereno, fin quando non siamo usciti fuori dalla stanza per via dall'orario di visite e ci ha richiamato a telefono, 20 minuti dopo parlando in modo strano, presumibilmente sedato, piangendo e supplicando di uscire, perché lo avrebbero ucciso li dentro. Parlando con il medico del turno successivo, ci viene detto che a mio padre (malato cardiologico ed emofilico) era stato somministrato il diazepam e un altro farmaco antipsicotico. Il venerdì della stessa settimana veniamo chiamati da una giovane infermiera perché la dottoressa lì presente aveva dato l'ordine di avvisarci che mio padre non voleva prendere le pillole (pillole rosa che poi si è scoperto che non erano per Il cuore), cosa successa contemporaneamente ad altri parenti degli altri 4 pazienti lì presenti. Mio padre (diabetico) era così sedato (con la scusa di attacchi psicotici e di tendenze suicide palesemente false) da non riuscire a parlare e a mangiare, legato a letto e con vistosi lividi sulle gambe. Dopo le dialisi, scaricando i farmaci, mio padre riusciva a parlare e conversare normalmente, ma dopo venivamo cacciati fuori e lo ritrovavamo di nuovo sedato. Ci è stato impedito di portarlo a casa, nonostante ci avessero detto che non c'erano terapie particolari da fare nel reparto e che poteva prendere le pillole a casa. A tre giorni prima della sua morte, sono state staccate le macchine di controllo dei parametri vitali, e continuava ad essere sedato. Un giorno prima dalla sua morte, al mio "che ti stanno facendo?" Vengo interrotto da un'infermiera vistosamente agitata che cerca di spiegare e giustificare quello schifo. La mattina prima della sua morte mio padre mi chiede di chiamare l'avvocato e denunciare tutto il reparto. Mio padre muore alle 3 e 40, trovato in arresto cardiaco da non si sa quanto, visto che non era attaccato alle macchine di controllo ed hanno provato a rianimarlo per 30 minuti (per la gioia di chi guadagna con la reperibilità) dallo stesso staff medico che era presente quando mio padre è stato magicamente sedato senza motivo. Alla richiesta della cartella clinica, mi sono ritrovato senza gli ultimi 4 giorni di degenza. Quindi mio padre è stato abbandonato a se stesso e lasciato morire da quei lavativi, troppo preoccupati alle recensioni online che al proprio lavoro. Probabilmente, qualcuno si preoccupa delle conseguenze legali dei parenti dei defunti, nel caso tutti coloro che hanno perso i propri cari in quel reparto cominciassero a parlare fra di loro. Edificio non degno di essere chiamato ospedale.
Informazioni su Ospedale Ferdinando Veneziale
Indirizzo
Ospedale Ferdinando Veneziale si trova a Via S. Ippolito, 1, 86170 Isernia IS, Italia
Telefono
Il numero di telefono di Ospedale Ferdinando Veneziale è +39 0865 4421
Sito Web
Il sito web di Ospedale Ferdinando Veneziale è: asrem.org
Orario di apertura
Lunedì: Aperto 24 ore su 24
Martedì: Aperto 24 ore su 24
Mercoledì: Aperto 24 ore su 24
Giovedì: Aperto 24 ore su 24
Venerdì: Aperto 24 ore su 24
Sabato: Aperto 24 ore su 24
Domenica: Aperto 24 ore su 24