Santuario di Sant’Antonio d’Arcella

📍 Centri revisione a Padova

8.5

Il Santuario di Sant’Antonio d’Arcella, situato in zona Acella a Padova, rappresenta un luogo di profondo significato storico e religioso. È un edificio imponente, legato alla figura di Sant'Antonio da Padova e alla tradizione francescana, risalente a secoli fa. La sua storia è profondamente intrecciata con il territorio padovano, e custodisce al suo interno elementi architettonici e artistici di grande pregio, inclusa una suggestiva cella.

Visitarlo significa immergersi in un'atmosfera di spiritualità e contemplazione, scoperta di opere contemporanee accanto a testimonianze del passato. Rappresenta un importante patrimonio culturale e spirituale per la città, un luogo di memoria, arte e devozione, facilmente raggiungibile anche per chi arriva in treno.

Caratteristiche e servizi di Santuario di Sant’Antonio d’Arcella

Accessibilità

  • Bagno accessibile in sedia a rotelle
  • Ingresso accessibile in sedia a rotelle
  • Parcheggio accessibile in sedia a rotelle

Servizi

  • Toilette

Santuario di Sant’Antonio d’Arcella è in posizione 2 su 27 di centri revisione a Padova

Recensioni dei clienti

★★★★★
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Santuario di Sant’Antonio d’Arcella ha una valutazione di 4.6 su 5, basata su oltre 550 recensioni su Google

Franco Paolozzi

Luogo di culto straordinario e di vero impatto emotivo. Era ancora presente il presepe, davvero molto bello. Soddisfatto su mie curiosità da persone compenti. Da visitare

Franco Paolozzi ☆ 5/5
Francesca Zatti

Chiesa inclusa nel mapping padovano natalizio 2022. Un po' fuori dal circuito storico ma vale una visita. All'Interno altari ed opere contemporanee e la cella che si dice abbia visto gli ultimi istanti di vita di Sant'Antonio (per cui già esistente nel 1231).

Francesca Zatti ☆ 5/5
Davide V

Santuario eretto in memoria di Sant'Antonio da Padova ove ha lasciato la vita terrena. Si trova nella zona Acella a poca distanza dal retro della stazione ferroviaria. Edificio grande e molto suggestivo per il carattere sacro del posto. Vale la visita

Davide V ☆ 5/5
Cristian

La chiesa santuario dell’Arcella ha una storia molto lunga e travagliata. Ai tempi di Sant'Antonio era un borgo non lontano dalle mura cittadine, chiamato Capo di Ponte, dove c’era una chiesetta intitolata a Santa Maria de Cela (o de Arcella) che comprendeva il monastero delle Clarisse ed il convento dei Frati minori. Secondo un'antica tradizione, che trova conferma in più fonti, tale primitivo convento francescano dell'Arcella sarebbe stato fondato intorno al 1220 dallo stesso S. Francesco d'Assisi, che di ritorno dalla Terra Santa, diretto verso Assisi, passò per Padova e vi fondò il convento. All'Arcella giungerà per la prima volta, nel 1227, anche S. Antonio, che nelle successive visite alla città farà riferimento al conventino di "S. Maria Mater Domini", che costituirà il futuro nucleo primitivo dell'attuale Basilica dei Santo. È all'Arcella che S. Antonio arriverà morente la sera dei 13 giugno 1231 accompagnato anche da Frate Luca Belludi che lo assisterà negli ultimi istanti di vita. Dopo la morte del santo, la salma fu trasferita alla Basilica di Sant’Antonio, ma l'Arcella, pur se privata del corpo del Santo, continuò ad essere uno dei luoghi più venerati della città, sia perché vi era morto il Santo e sia per la venerazione ed il culto popolare verso Elena Enselmini, annoverata tra i Patroni minori della città di Padova, vissuta e morta nel monastero della "Cella" in cui ancor oggi è conservato il suo corpo. A metà del XIII secolo il Consiglio maggiore del libero Comune Patavino prese sotto la sua diretta protezione il luogo venerato deliberando di ricostruire a proprie spese l'intero complesso conventuale. Il Monastero, dopo essere stato gravemente danneggiato durante la presa della città da parte dei veneziani dall’incendio nell’inverno tra il 1494 e 1495, fu poi ricostruito grazie a offerte e a lasciti. Nel 1509 l'imperatore Massimiliano d'Asburgo, alla guida della lega di Cambrai contro la Repubblica Veneta, collocò nel monastero il suo quartier generale e più tardi, a seguito della peste, il monastero fu trasformato in lazzaretto. Nel secondo decennio del 1500 fu distrutto su ordine del Senato Veneto e in seguito venne ricostruito un piccolo capitello porticato identificato come la cella in cui mori S. Antonio. ll capitello continuò ad essere uno dei luoghi più venerati della città, a testimoniarlo anche il lascito testamentario di Baldassarre Dondi Dall’Orologio nel 1649 che destinò la somma di cinquecento ducati d'oro per "Ampliare e rendere più degno il sacro luogo". Tra il 1674 e il 1675 diviene una piccola ma dignitosa chiesetta e nel 1792 l'Abadessa Elisabetta Speroni, delle Clarisse della Beata Elena Enselmini, proprietarie dei terreni dell'antico monastero distrutto e di quello chiamato popolarmente "Oratorio di Sant'Antonin", promuoveva una campagna di lavori e di restauri del Santuario attraverso una sottoscrizione alla quale, tra gli altri, partecipava il Cardinale Chiaromonti, futuro Papa Pio VII. Il Santuario Austero e solenne, ma al tempo stesso caldo e luminoso per le pareti e le strutture in cotto, il santuario attuale, una tra le più interessanti opere architettoniche neogotiche di chiara ispirazione francescana, è opera degli architetti Eugenio Maestri e Nino Gallimberti che si succedettero nella progettazione e direzione dei lavori tra il 1886 al 1931. La torre campanaria, che si affianca alla chiesa, venne progettata tra il 1898 e il 1899 dall'architetto padovano Agostino Mozzo. Nel 1922, quando fu inaugurata, alla sommità della cuspide venne collocata la grande statua di S. Antonio, opera dello scultore veronese Silvio Righetti. All'interno del Santuario l'intrecciarsi delle volte a crociera della navata e dei transetti scandisce lo spazio assorbito verso l'alto dal luminosissimo volume della cupola, alta 40 metri, per poi chiudersi nella grande abside contenente il coro conventuale. La cella dove morì Sant’Antonio, vero fulcro del tempio, è ornata solo da una statua del santo morente scolpita dal Rinaldi nel 1808.

Cristian ☆ 5/5
Pasqualino Ferralis

Il santuario dell'Arcella, conosciuto popolarmente come Sant'Antonino, è un luogo di culto cattolico situato all'Arcella, quartiere settentrionale della città di Padova. Al suo interno si conserva la cella dove spirò sant'Antonio il 13 giugno 1231. Sebbene la costruzione sia relativamente recente, il luogo di culto ha origini antiche. Oggi la chiesa, santuario retto dai frati minori conventuali, gode di titolo parrocchiale. Una delle parrocchie piu' belle e ben organizzate di Padova

Pasqualino Ferralis ☆ 5/5
Paolo Acchiardi

Meta irrinunciabile per chi passa da Padova, credente o no.

Paolo Acchiardi ☆ 5/5
Sabina Centanni

Tutto meraviglioso! ❤️ Passate dal santuario di Sant'Antonio e pregate per i vostri cari!

Sabina Centanni ☆ 5/5
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Informazioni su Santuario di Sant’Antonio d’Arcella

Indirizzo

Santuario di Sant’Antonio d’Arcella si trova a Via Ludovico Bressan, 1, 35132 Padova PD, Italia

Telefono

Il numero di telefono di Santuario di Sant’Antonio d’Arcella è +39 049 605517

Sito Web

Il sito web di Santuario di Sant’Antonio d’Arcella è: santuarioarcella.it

Orario di apertura

Lunedì: 08:00–12:30, 15:30–18:00
Martedì: 08:00–12:00, 15:30–18:00
Mercoledì: 08:00–12:00, 15:30–18:00
Giovedì: 08:00–12:00, 15:30–18:00
Venerdì: 08:00–12:00, 15:30–18:00
Sabato: 08:00–12:00, 15:30–18:00
Domenica: 08:00–12:30, 15:30–20:30

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